Dipartimento Cardiovascolare

Dipartimento Alta Specialità del Cuore

Il nuovo modello organizzativo del Dipartimento Cardiovascolare ha come punto focale la distinzione tra le seguenti aree:

Alcuni riferimenti utili:

Il nuovo modello organizzativo va a sostituire la precedente struttura articolata per le Unità Operative Complesse e le Strutture Semplici di seguito elencate:

Nelle prossime settimane il sito sarà ridisegnato e aggiornato in funzione della nuova organizzazione dipartimentale.  
Direttore:
Giampaolo Luzi
Ubicazione:
Pad C
Segretario comitato di dipartimento: 
Enza Liputi
Posizione organizzativa gestione personale:
Enza Vomero

Recapiti:
tel. 0971/612355
Ubicazione segreteria:
Palazzina degli Uffici Piano 2

Tutte le attività del dipartimento sono concentrate in un unico edificio, il padiglione C, e si fondano su un un'organizzazione che prende in carico il paziente attraverso una gestione integrata per processi, dal momento dell'emergenza al percorso riabilitativo ma assicura  risposte immediate e adeguate anche ai problemi elettivi. Il 21 ottobre 2015 la delibera n. 513 ha definito la riorganizzazione del Dipartimento "Alta specialità del cuore e dei Grossi vasi". La delibera disegna il nuovo layout del dipartimento (articolato in tre aree: cure intensive, degenze per intensità di cure, specialistica ambulatoriale), prende atto di un modello operativo per team specialistici, descrive i macropercorsi di accesso del paziente, costituisce una centrale unica dei ricoveri programmati dipartimentali.
Il modello organizzativo di Dipartimento per intensità di cura è il più appropriato a rispondere alle esigenze di cambiamento. Infatti gli obiettivi e la logica intrinseca della organizzazione per intensità di cura spingono verso il lavoro cooperativo e le relazioni tra professionisti in quanto:
v     Si condividono letti, spazi, attrezzature, sedute di sala, percorsi ed il bisogno del paziente, non già l’Unità Operativa, diventa il principio ordinatore dell’intera organizzazione;
v     L’enfasi è sul percorso del paziente, per sua natura interdisciplinare ed interprofessionale;
v     Le Unità di degenza diventano multidisciplinari con diverse possibili combinazioni fra team medico e team assistenziale;
v     Si introducono ruoli nuovi funzionali (team tutor e infermiere coordinatore di area) con maggiore coesione dentro i team di lavoro ed una più forte integrazione con tutti i servizi ed i professionisti che ruotano (loro) attorno al paziente;
v     Si attivano sistemi operativi di integrazione con le strutture territoriali per garantire la continuità del percorso/paziente;
v     Si attivano sistemi operativi di integrazione con il Pronto Soccorso aziendale, rete dell’emergenza e altri ospedali regionali per garantire la appropriatezza dei ricoveri secondo criteri condivisi. 

La segmentazione logistico-funzionale dell’organizzazione avviene sulla base di due parametri:
1.           severità clinica;
2.          complessità assistenziale.
L’assegnazione del paziente al setting più appropriato consegue alla suddetta valutazione:
-       I° livello =     della terapia ad alta intensità comprende la Terapia Intensiva rianimatoria e la Terapia Intensiva cardiologica;
-       II° livello =    della terapia post-critica e subacuta comprendente tutte le Unità Operative non intensive del Dipartimento;
-       III° livello =  della terapia orientata alla dimissione del paziente e al suo programma riabilitativo anche in continuità con le strutture del territorio, nonché alla definizione diagnostica e/o terapeutica di pazienti stabili con ricoveri in elezione.
Ciascun livello di cura, quindi, mantiene aree disciplinari dedicate, fortemente integrate nel percorso di cura del paziente. A ciascun livello sarà associato un colore guida che identifica il bisogno di cura assegnato al paziente al suo ingresso e ne rende tracciabile gli eventuali successivi spostamenti interni.
L’accesso alle tre aree di cura avviene sempre previa valutazione cardiologica sia che il paziente sia al Pronto Soccorso dell’Azienda, che richiederà la consulenza cardiologica, sia che sia ricoverato presso altre Unità Operative che similmente si avvarranno della consulenza cardiologica sia che l’indicazione al ricovero avvenga nel corso di una visita specialistica.

La valutazione sarà supportata dalla osservazione di elementi oggettivi (scheda di valutazione di instabilità clinica) dal cui punteggio scaturisce la scelta di allocazione del paziente nei tre livelli di cura. Il criterio clinico, quindi, sarà prevalente nella scelta iniziale di degenza nelle tre aree dipartimentali mentre, successivamente, questo andrà ad integrarsi con la valutazione del bisogno assistenziale del paziente, rilevato dal personale infermieristico attraverso una scheda di valutazione, determinando i passaggi successivi secondo un gradiente di intensità crescente o viceversa decrescente in ragione delle variabili cliniche ed assistenziali rilevate.
Tali attività richiedono, evidentemente, momenti di condivisione/integrazione interprofessionali (medici ed infermieri)  ed interdisciplinari (percorsi integrati di cura) quali il briefing giornaliero di area e l’introduzione di nuove figure professionali funzionali quali il coordinatore di area infermieristica ed team disciplinare medico di area.
E’ evidente un profondo cambiamento nella gestione clinica ed assistenziale dei pazienti e un altrettanto profondo cambiamento delle abitudini lavorative del personale della precedente organizzazione per Unità Operative.
Lo spazio di lavoro del medico e dell’infermiere perde la dimensione fisica di reparto per assumere quella più vasta di area e di intero Dipartimento dovendo seguire l’assistito nel suo percorso di cura.
In questo senso diventa fondamentale il sistema informatico/informativo aziendale che deve supportare il cambiamento e renderlo compatibile con le esigenze di debito verso l’esterno (flussi regionali e ministeriali) e verso l’interno (controllo di gestione, richieste ai servizi intermedi, richiesta farmaci e presidi, vitto ecc.) nonché facilitare lo scambio di informazioni tra gli operatori, medici ed infermieri, al fine di garantire la sicurezza e la tracciabilità dei pazienti all’interno dei vari setting assistenziali.
Ugualmente elementi qualificanti a garanzia del successo dell’intero progetto sono la introduzione delle nuove funzioni di area ossia: il coordinamento infermieristico di area e il responsabile medico di area in quanto facilitatori della transizione e direttamente impegnati nella organizzazione e gestione del briefing giornaliero di area che diviene il momento di pianificazione degli interventi di cura interdisciplinari sul singolo paziente e di programmazione giornaliera delle attività.

Il Dipartimento Cardiovascolare è un  polo di riferimento regionale e nazionale per il trattamento di alta specializzazione di pazienti complessi con problemi cardio-vascolari.